Poesia: Istanti

Beati i sensori dell’universo,

quegli acclamati problemi che

sperano nella profondità

della gloria.

Partecipando all’evoluzione

ci salveremo dagli istanti.

Eppure, la stanchezza emetterà prigioni

nei secoli del male.

Ferma e nascosta non potrai respirare.

La sintesi come strategia del petto

che induce a tossire per eliminare.

Non c’è guerra senza storie,

non c’è pace senza movimento.

Esagerare su una contraddizione

per condannarla.

Sfido ogni parte del corpo

per la vittoria della mente.

Tutto è possibile se abbiamo le ali.

(Luciana Cameli)

Poesia: Donare al Cielo

Donare al cielo tutti gli sguardi per farlo sentire attraente.

Unire i fuochi d’artificio senza esuberanza per farli sentire vitali.

L’importanza del vuoto è scritta nella trasparenza del giorno.

Io non sono solo un destino ma un clandestino rumore in cerca di suoni.

Subito, paradossalmente, ci perdiamo.

Nessun simbolo, nessun segno,

nessuna armonia che contempli il ritiro.

Strana è la filosofia della fuga

dove ogni danno è un ingranaggio al petto.

Ispirata è la sensazione del ventre

che riesce sempre a fuggire.

Vortici ed eclissi,

sapremo onorare.

Nell’impazienza dei saluti

attenderemo il momento,

come un combattimento

che deve rimanere.

Costante è l’anima stanca

e qualche volta sospira.

Preoccupante è l’aria che respiriamo

perché prima o poi tutto soffocherà.

Vertigini doppie,

incredule e assonnate.

Mentre la vita va,

qualcuno riposa.

(Luciana Cameli)

Poesia: Gli anni migliori

Gli anni migliori ci basteranno a farci rialzare.

Potrei vivere il sogno e trasformarlo in un incubo.

L’orrore non è mai un mostro ma una maschera al sapor di estremità.

Intorno al cedro cadrà del vino e sommersi regaleremo possibilità.

Voglio poter confrontarmi con i condannati

che non sanno difendersi abbastanza.

Combattiamo ogni giorno contro i cappelli

e per farli cadere basterebbe annientare il rumore.

Non salgo in un fondale dorato

perché non credo nella ricchezza che affonda.

Mente tutto gira io mi fermo a pensare.

Oh, poesia, amata poesia,

salvami dal potere dell’intenzione.

A volte l’elettricità si diversifica mostrandosi grande.

A volte la vita sistema ciò che nessuno vuole subire.

Non è facile scoprire identità nascoste quando non riusciamo più a parlare.

La comunicazione come fetta di torta alle olive.

Troppo olio mi farà scivolare.

La testa si immedesima nei raggi

e quel calore si mostra amato.

Nella sintesi il peso si incontra con la verità.

Sapere tutto per unire il vuoto.

Incontro distanze e appartenenze

come se fossero appartamenti da pulire,

appuntamenti da rinunciare.

Gira la musica, danza la terra.

Sfiorare la fortuna per renderla principiante.

(Luciana Cameli)

Poesia: Prima o Poi

Prima o Poi il sole sorgerà e vedremo i colori del giorno.

Dove andiamo scalzi e senza acqua?

Magnifico è il miraggio che viene a cercarci.

Separati dalla volontà siamo frecce e diffusori di alchimia.

Prendimi per mano e annusa il sussurro.

Sarà letale qualche segno in più.

Per energia del cielo collaboreremo insieme alle tossine.

Non ho paura di crollare, ho paura di mollare.

(Luciana Cameli)

Poesia: Giornate spente

Bugie inossidabili e infette come croci nere senza fine.

Per vivere di rifugi dovremmo costruirne migliori.

Evito il sonno che non mi fa alzare dalla sedia.

Pugili invidiati come termine di prestigio.

A volte so dove andare ma secondo i termini di massima difesa

esplorerò solo le giornate spente.

Inerme posso ancora presentarmi al frastuono.

(Luciana Cameli)

Poesia: Maschere superficiali

Distesa nel panorama che avvolge il criterio del volto.

Le maschere le togliamo correndo.

La superficiale agonia svolge la funzione di restare.

La felicità è un senso che assale con egocentrismo.

Quante pianure attraversiamo,

tra la premura dei fiori.

Ma noi distruggiamo tutto ciò che abbiamo

verso una solida diffidenza e arroganza.

Dipingere paesaggi per non ritrovarli più.

(Luciana Cameli)

Poesia: La Vita che scorre

Chiedere scusa alle nuvole,

elaborare la certezza.

Esprimere gesti belli in sintonia,

come una fenice.

Non so quale consiglio darmi

ma la leggerezza a volte è una pesante sintesi

di intensità che logora energia.

Nel passaggio c’è sempre un assaggio di un miraggio,

in quel raggio di sentimento che ancora trema.

Il mese più bello lo decideremo ogni anno

perché è così che funzionano i pensieri,

non avvertono mai quando li creiamo.

Molte fragilità,

strette abilità

e qualche frenetica mente da gestire.

Piccoli passi,

intense emozioni

e qualche frustrazione da ammanettare.

Siamo solo gradi in centimetri nascosti.

Nessuno sa bene cosa possiamo fare,

nessuno sa bene cosa insegnare alla profondità.

L’anima è stanca anche quando non vuole pensare.

Gioia artificiale, la nuova tecnologia stupefacente.

Non ho bisogno di uno stile

ma di infinite e immense sentenze.

Il tempo accudisce lo spazio

con molte ombre da capire.

Nella vita che scorre

qualche ritorno è parziale,

qualche viaggio è normale,

qualche fermata fa respirare.

Ogni volta che provo a parlare

ho un violento presagio triste

che non delude mai.

Il controllo è la servitù di complicate amarezze,

sveglie che non salvano.

Sotto la pelle,

il sangue che scorre.

Nella prossimità di qualche speranza

ci sono storie con destini esilaranti.

Andare avanti per ritornare indietro.

Il passato si rivolge al presente come spine

per un futuro più eloquente.

Non dialogo con i fiori ma li accudisco

come creature taglienti.

Non rinnego il minuto che passa

senza averlo amato prima.

Positivo è il gesto del sogno che diventa realtà.

(Luciana Cameli)

Poesia: Giganti

Appartamenti chiusi tra i riflessi di qualche gloria

perché ogni porta sistema il bagliore che stringe.

Gli abbracci, quelli belli, vorrei portarli sempre con me.

I baci, come gli scrigni, vorrei sentirli sempre danzare.

Eppure qualcosa muove le stelle senza sofisticate emergenze.

Nessun perdono, piuttosto un canto.

Tutto il bene del mondo è un libro che fa pensare.

Nascosto è l’armadio degli errori.

Fingiamo di piacere e rallegriamoci di ordigni.

Piccoli insetti salveranno la terra

dai corpi maligni che distanti proteggono il dolore.

Non avrò altro timore al di fuori del dubbio.

Sarò energicamente incredula al passivo stupore

e mi mostrerò raggiante al cambiamento,

qualunque esso sia.

La paura è la vertigine dei secoli,

partecipazioni costanti dei nostri istinti.

Guarda in alto e vai avanti senza guardare,

il cielo è bello quando lo sai ammirare.

Ci perdiamo in troppi lutti che non ci fanno bene,

mentre dovremmo proiettare più ricordi simili al valore.

Insieme siamo grandi,

da soli siamo Giganti.

(Luciana Cameli)

Racconto: Discuti di brividi paralizzati

Sono un uomo molto fortunato.

Ho 28 anni con una carriera lodevole come playmaker. Ho vinto 2 campionati NBA con Miami e vorrei fare il tris con New York. Molti sono anche i premi individuali che ho meritato grazie al mio talento e mi hanno anche definito “l’uomo più bello e sexy del mondo”. Sono fidanzato da 4 anni con Irene Allerson, una famosa modella e attrice considerata anche lei “la donna più bella e sexy del mondo”. Ci amiamo moltissimo e siamo una coppia molto invidiata.

Io sono Andy Stimmerg di Chicago, un uomo molto fortunato.

Irene ha 26 anni ed è sempre stata una donna molto intelligente, matura, ironica e anche molto determinata. Per me è stato amore a prima vista quando un amico comune ci ha presentati a un party di Versace. L’ho corteggiata moltissimo per mesi, senza esagerare, facendole capire che mi stavo innamorando davvero di lei e che volevo fare sul serio. Continuo a corteggiarla ogni giorno con tutto il mio amore. Il nostro è un legame unico e speciale e sono sicuro che è la donna della mia vita.

La bellezza è una sintesi lodevole dei sensi.

Questa sera andiamo da “Gennaro”, il nostro ristorante italiano preferito. La mamma di Irene è italiana e ha sempre preteso che sua figlia parlasse bene l’inglese e l’italiano. Abbiamo appuntamento con mio fratello Eddie, che è il mio agente, e sua moglie Amber per una cena ricca di sorrisi.

La serata è meravigliosa e usciamo divertiti ricordando un momento imbarazzante di Eddie. Vado a prendere la mia auto mentre Irene mi attende davanti al ristorante con gli altri.

Una fortissima frenata. Un colpo e poi un altro. Il buio.

Un auto mi travolge a grande velocità mentre attraverso la strada sulle strisce. Irene alla vista del mio corpo a terra piange e urla disperata per poi svenire, mentre Eddie chiama l’ambulanza. Il pirata della strada è ubriaco e la Polizia lo arresta. Io arrivo in ospedale vivo ma in condizioni gravissime.

Apro gli occhi, non so da quanto tempo ho dormito ma mi accorgo subito che non riesco a muovere le gambe. Irene è qui che piange emozionata.

43 giorni di coma e ho le gambe paralizzate, una cicatrice al petto e una in viso. Spero che tutto questo sia solo un sogno. Chiudo gli occhi per svegliarmi altrove.

Sono vivo per miracolo. Irene è quasi sempre stata al mio fianco. Piuttosto che farmi vedere da lei in questo stato avrei davvero preferito morire.

La mia vita si è fermata, è stata spazzata via in un attimo e ogni cosa è crollata. E’ un terribile incubo e non riesco neanche a piangere.

Mi sento come se fossi in un corpo che non mi appartiene.

Secondo i dottori non ci sono probabilità che io possa camminare. Ho un percorso difficile da affrontare e sono molto confuso, smarrito e arrabbiato.

Non ho voglia di leggere articoli di giornale su di me e non rilascio interviste. La mia carriera è finita per sempre. Non posso immaginare la mia vita senza il basket. Non posso immaginare la mia vita senza Irene.

Non accetterò mai questa mia nuova situazione. In questo momento l’unico “per sempre” è il legame con questa sedia a rotelle oltre che con il nuovo me. Mi odio, odio tutto e tutti. Il mio carattere è insopportabile, sono irascibile e finalmente riesco a piangere.

Come si può arrivare a tutto questo? Ero un uomo molto fortunato, lo sono ancora? Sono vivo ma questo basta? Sono diventato un disabile e non riesco a fare quasi nulla da solo. Quale direzione prenderà la mia vita?

Io voglio sparire e vendere tutto ciò che ho e detesto essere aiutato. Ho moltissimi messaggi di amici, compagni, fan, colleghi e altre persone e a nessuno ho risposto. Non mi ritrovo più, sono sprofondato in un terribile equivoco.

Mio fratello si sta occupando dei miei contratti con la società e sponsor e cerca in ogni modo di calmarmi ma non sono facilmente gestibile e decido di lasciare Irene. Lei continua a dire che il suo amore per me non è cambiato ma io mi vergogno e mi sento in imbarazzo ogni volta che mi guarda.

Sono morto dentro, lasciatemi stare.

Irene continua a cercarmi anche se le ho detto che non la amo più. Non lascia dichiarazioni alla stampa e non si fa vedere in giro rinunciando a lavorare.

Mi sono trasferito in un open space al piano terra che ho sistemato per le mie necessità, dove riesco a fare le cose da solo. Sono rimasto a New York perché oramai mi sento parte di questa città. Eddie e Amber vanno a comprarmi le cose che mi servono e oltre loro vedo frequentemente il fisioterapista, lo psicologo, i miei genitori e il mio migliore amico John. Ho il vuoto nella mia vita e come un orso nelle caverne cerco spiragli nel buio.

La persona che mi ha investito si scusato più volte con me ma non ho intenzione di perdonarlo.

Attendo Eddie e invece davanti a me trovo Irene che non vedevo da mesi. Ho sempre sperato che mi dimenticasse.

  • Ascoltami bene. Io sono molto innamorata di te e ho rispettato il tuo volere. So però che anche tu mi ami e non ho più intenzione di lasciarti da solo ad affrontare tutto questo. Sto troppo male, mi manchi moltissimo e la tua distanza e freddezza mi fanno impazzire. Il nostro amore è ancora molto forte. Voglio esserci e non ti permetto più di escludermi dalla tua vita. –

Irene si lascia andare all’emozione e piange.

Non è l’unica che non riesce a trattenere le lacrime. A volte basta un istante, quello giusto.

Io sono Andy, un uomo molto fortunato.

(Luciana Cameli)