Sono un uomo molto fortunato.
Ho 28 anni con una carriera lodevole come playmaker. Ho vinto 2 campionati NBA con Miami e vorrei fare il tris con New York. Molti sono anche i premi individuali che ho meritato grazie al mio talento e mi hanno anche definito “l’uomo più bello e sexy del mondo”. Sono fidanzato da 4 anni con Irene Allerson, una famosa modella e attrice considerata anche lei “la donna più bella e sexy del mondo”. Ci amiamo moltissimo e siamo una coppia molto invidiata.
Io sono Andy Stimmerg di Chicago, un uomo molto fortunato.
Irene ha 26 anni ed è sempre stata una donna molto intelligente, matura, ironica e anche molto determinata. Per me è stato amore a prima vista quando un amico comune ci ha presentati a un party di Versace. L’ho corteggiata moltissimo per mesi, senza esagerare, facendole capire che mi stavo innamorando davvero di lei e che volevo fare sul serio. Continuo a corteggiarla ogni giorno con tutto il mio amore. Il nostro è un legame unico e speciale e sono sicuro che è la donna della mia vita.
La bellezza è una sintesi lodevole dei sensi.
Questa sera andiamo da “Gennaro”, il nostro ristorante italiano preferito. La mamma di Irene è italiana e ha sempre preteso che sua figlia parlasse bene l’inglese e l’italiano. Abbiamo appuntamento con mio fratello Eddie, che è il mio agente, e sua moglie Amber per una cena ricca di sorrisi.
La serata è meravigliosa e usciamo divertiti ricordando un momento imbarazzante di Eddie. Vado a prendere la mia auto mentre Irene mi attende davanti al ristorante con gli altri.
Una fortissima frenata. Un colpo e poi un altro. Il buio.
Un auto mi travolge a grande velocità mentre attraverso la strada sulle strisce. Irene alla vista del mio corpo a terra piange e urla disperata per poi svenire, mentre Eddie chiama l’ambulanza. Il pirata della strada è ubriaco e la Polizia lo arresta. Io arrivo in ospedale vivo ma in condizioni gravissime.
Apro gli occhi, non so da quanto tempo ho dormito ma mi accorgo subito che non riesco a muovere le gambe. Irene è qui che piange emozionata.
43 giorni di coma e ho le gambe paralizzate, una cicatrice al petto e una in viso. Spero che tutto questo sia solo un sogno. Chiudo gli occhi per svegliarmi altrove.
Sono vivo per miracolo. Irene è quasi sempre stata al mio fianco. Piuttosto che farmi vedere da lei in questo stato avrei davvero preferito morire.
La mia vita si è fermata, è stata spazzata via in un attimo e ogni cosa è crollata. E’ un terribile incubo e non riesco neanche a piangere.
Mi sento come se fossi in un corpo che non mi appartiene.
Secondo i dottori non ci sono probabilità che io possa camminare. Ho un percorso difficile da affrontare e sono molto confuso, smarrito e arrabbiato.
Non ho voglia di leggere articoli di giornale su di me e non rilascio interviste. La mia carriera è finita per sempre. Non posso immaginare la mia vita senza il basket. Non posso immaginare la mia vita senza Irene.
Non accetterò mai questa mia nuova situazione. In questo momento l’unico “per sempre” è il legame con questa sedia a rotelle oltre che con il nuovo me. Mi odio, odio tutto e tutti. Il mio carattere è insopportabile, sono irascibile e finalmente riesco a piangere.
Come si può arrivare a tutto questo? Ero un uomo molto fortunato, lo sono ancora? Sono vivo ma questo basta? Sono diventato un disabile e non riesco a fare quasi nulla da solo. Quale direzione prenderà la mia vita?
Io voglio sparire e vendere tutto ciò che ho e detesto essere aiutato. Ho moltissimi messaggi di amici, compagni, fan, colleghi e altre persone e a nessuno ho risposto. Non mi ritrovo più, sono sprofondato in un terribile equivoco.
Mio fratello si sta occupando dei miei contratti con la società e sponsor e cerca in ogni modo di calmarmi ma non sono facilmente gestibile e decido di lasciare Irene. Lei continua a dire che il suo amore per me non è cambiato ma io mi vergogno e mi sento in imbarazzo ogni volta che mi guarda.
Sono morto dentro, lasciatemi stare.
Irene continua a cercarmi anche se le ho detto che non la amo più. Non lascia dichiarazioni alla stampa e non si fa vedere in giro rinunciando a lavorare.
Mi sono trasferito in un open space al piano terra che ho sistemato per le mie necessità, dove riesco a fare le cose da solo. Sono rimasto a New York perché oramai mi sento parte di questa città. Eddie e Amber vanno a comprarmi le cose che mi servono e oltre loro vedo frequentemente il fisioterapista, lo psicologo, i miei genitori e il mio migliore amico John. Ho il vuoto nella mia vita e come un orso nelle caverne cerco spiragli nel buio.
La persona che mi ha investito si scusato più volte con me ma non ho intenzione di perdonarlo.
Attendo Eddie e invece davanti a me trovo Irene che non vedevo da mesi. Ho sempre sperato che mi dimenticasse.
- Ascoltami bene. Io sono molto innamorata di te e ho rispettato il tuo volere. So però che anche tu mi ami e non ho più intenzione di lasciarti da solo ad affrontare tutto questo. Sto troppo male, mi manchi moltissimo e la tua distanza e freddezza mi fanno impazzire. Il nostro amore è ancora molto forte. Voglio esserci e non ti permetto più di escludermi dalla tua vita. –
Irene si lascia andare all’emozione e piange.
Non è l’unica che non riesce a trattenere le lacrime. A volte basta un istante, quello giusto.
Io sono Andy, un uomo molto fortunato.
(Luciana Cameli)